Federico Ginato

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Sicurezza urbana: con questa legge diamo una risposta concreta alle richieste dei cittadini e del territorio

Posted by on 16, mar, 2017 in sulla Stampa | 0 comments

Polizia LocaleIl territorio chiama, il Parlamento risponde. Oggi è stata approvata alla Camera la legge sulla sicurezza urbana, una norma importante che permetterà di poter intervenire in maniera concreta per il miglioramento della vivibilità e per il decoro delle città e delle periferie.I Sindaci ora avranno più poteri di emettere ordinanze nei propri territori. Non solo, è previsto il daspo urbano, ovvero l’allontanamento per i soggetti che commettono particolari reati di allarme sociale, come per esempio lo spaccio. Infine ma non ultimo, la possibilità per i Comuni definiti come virtuosi e che in questi anni non hanno sperperato denaro pubblico, di assumere per il 2017 e il 2018 nuovo personale della polizia locale a tempo indeterminato. Durante la discussione il decreto è stato inoltre rafforzato con l’introduzione del cosiddetto ‘arresto differito’ nei casi di reati di violenza a persone o cose durante le manifestazioni pubbliche.

Proprio dal nostro territorio negli ultimi tempi era arrivata una richiesta decisa e chiara, al Parlamento e al Governo, affinché si intervenisse per migliorare le condizioni delle città e delle periferie, dando più poteri ai Sindaci e alla polizia locale. Questa legge permetterà di dare risposte concrete ad un sentimento che da un lato non va alimentato all’eccesso come fanno i partiti populisti di destra o di estrema destra, ma dall’altro va compreso e a cui è giusto dare risposta. La sicurezza è un tema vero, a cui va accompagnato, come il Governo ha fatto, un piano di rilancio e di riqualificazione delle periferie e dei quartieri e un investimento importante nella cultura”.

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PAREGGIO DI BILANCIO E PATTO DI STABILITA’: OLTRE 6 MLN DI EURO AL VICENTINO PER SCUOLE E ALTRI INTERVENTI

Posted by on 16, mar, 2017 in sulla Stampa | 0 comments

Roma scuole vicentineÈ stato pubblicato il decreto sul pareggio di bilancio e patto di stabilità, che attribuisce spazi finanziari per 700 milioni di euro da investire per Province Comuni e Città Metropolitane.
Della somma complessiva, oltre 6 milioni di euro saranno investiti per rendere le scuole del vicentino più sicure ed efficienti e per sbloccare altre opere nel territorio. E c’è già l’impegno del Governo per nuovi fondi nel 2017.
Inserito nell’ultima legge di Bilancio e voluto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il provvedimento prevede per la provincia di Vicenza “spazi finanziari” per i comuni di Castelgomberto (2 milioni 229 mila euro), Cornedo Vicentino (1 milione 11 mila euro), Sandrigo (935 mila euro), Vicenza (500 mila euro), Cassola (380 mila euro), Marano Vicentino (330 mila euro), San Pietro Mussolino (205 mila euro), Marostica (200 mila euro), Schio (150 mila euro), Caldogno (130 mila euro), Rotzo (40 mila euro) e Velo d’Astico (22 mila euro).

Con questo decreto vengono sbloccati fondi importanti per interventi di diverso tipo, ma una attenzione particolare viene riservate all’edilizia scolastica. Si tratta di risorse vitali per i Comuni, perché permettono di migliorare le strutture e garantire così alle famiglie e ai bambini spazi più sicuri e adeguati. Ancora una volta dal Governo arrivano risposte concrete al nostro territorio: risposte che in questo caso sono ancora più importanti visto che interessano il settore della formazione e gli spazi dove bambini e ragazzi passano gran parte delle loro giornate. Lavorare per la sicurezza delle scuole è un impegno che farò in modo sia sempre tra le priorità dell’azione di Parlamento e Governo.

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Mine antiuomo: Una battaglia di civiltà e un passo importante per lo sviluppo di una finanza etica

Posted by on 15, mar, 2017 in sulla Stampa | 0 comments

Mine antiuomoLe mine antiuomo e le munizioni a grappolo rientrano nella categoria delle armi più terribili mai inventate dall’uomo poiché continuano a provocare morte e distruzione anche anni dopo il loro utilizzo. Contrastarne la diffusione significa quindi non solo ribadire il nostro no a questo subdolo tipo di armi, ma anche la nostra contrarietà a una economia di morte che guarda al profitto e non tiene conto del rispetto della vita umana.
Con la proposta di legge che ho presentato in Commissione in quanto relatore, vogliamo dare una risposta chiara a una tematica legata alla dignità umana, sulla quale per troppo tempo non si è agito con la necessaria decisione nonostante la forte richiesta che veniva da associazioni, movimenti e realtà del mondo civile. Oggi facciamo un passo in più verso la conclusione di un percorso per dare a questo impegno un giusto riconoscimento, introducendo misure che puntano a contrastare la produzione di questi terribili strumenti di morte e violenza.
Grazie alle nuove norme, è previsto un forte inasprimento delle pene amministrative-pecuniarie nei confronti degli intermediari finanziari che sostengono società produttrici di mine. Questa legge
non è solo un atto di civiltà, ma si inserisce anche in quelpercorso verso una finanza etica per cui mi batto da anni e che, grazie a un lavoro costante in Parlamento, sta dando i primi frutti: penso ad esempio alle norme per gli sgravi fiscali ai soggetti che operano secondo principi di finanza etica e al nuovo impegno sull’educazione finanziaria. La legge per il contrasto al finanziamento delle imprese produttrici di mine antiuomo, composta da 7 articoli, prevede un sistema complesso di disincentivazione di finanziamento della produzione delle mine, attraverso sanzioni e un sistema che cerca di controllare e isolare le aziende che finanziano anche in forma indiretta questo tipo di produzione. Una scelta precisa e decisa che speriamo possa avere un iter veloce.

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Pedemontana: Sospendere i cantieri e fare chiarezza. Si è già azzardato troppo sulle spalle dei veneti

Posted by on 14, mar, 2017 in sulla Stampa | 0 comments

PedemontanaServe sospendere i cantieri della Pedemontana e fare subito chiarezza. È una scelta dolorosa nel presente, ma si è già azzardato troppo sulle spalle dei veneti e andando avanti così rischiamo solo di schiantarci. Meglio rallentare e, arrivati a questo punto, capire qual è la strada davvero giusta da percorrere. Per finire l’opera, ma anche per dare garanzie agli espropriati, alle imprese che sono al lavoro, ai residenti che dovranno convivere con quella che di fatto sarà un’autostrada e ai quali erano state anche promesse esenzioni che non ci sono più.
Al punto in cui siamo nessuno mette in dubbio che l’opera vada terminata ma non possiamo nemmeno permettere che si faccia un salto nel vuoto. Il presidente Zaia deve assumersi la responsabilità degli errori che la Regione ha fatto e, soprattutto, deve evitare di farne altri. E questo è possibile solo se viene fatta la massima chiarezza sulla strategia con cui si intende proseguire. Che non può essere quella di uscirsene da un giorno all’altro con l’aumento delle tasse e con la speranza che il Governo metta nuovi fondi. Ma l’incertezza arriva anche da un progetto che ha avuto un iter difficile con stime sballate sulle previsioni dei possibili passaggi e forti dubbi che restano ancora oggi su alcuni snodi cruciali. Penso a diversi collegamenti all’arteria previsti nel territorio, anche nel vicentino, sui quali sarebbero necessarie modifiche in modo da adeguarli a sopportare il traffico futuro.
Il fallimento di Zaia e della Lega sulla Pedemontana rischia di ripercuotersi pesantemente sui veneti e quel che è peggio ad oggi sembra non esserci nessuna garanzia sul futuro.Le corse in Commissione sono una scappatoia, come a dire: approviamo questa tassa da 200 milioni il prima possibile e chissà che non se ne parli più. Così non funziona.
Il Consiglio regionale deve essere chiaramente informato e deve esserci una discussione seria perché siamo di fronte a una decisione con cui – a differenza di quanto prometteva Zaia in campagna elettorale – si mettono le mani nelle tasche dei veneti. Una decisione che certifica che per Zaia l’autonomia è quella che funziona a giorni alterni: è sempre colpa di Roma, ma quando la Regione sbaglia è lo Stato che che deve pagare per mettere le cose a posto.

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Pedemontana: pedaggio per tutti al casello e aumento dell’IRPEF: ecco la Pedemontana della Regione

Posted by on 8, mar, 2017 in sulla Stampa | 0 comments

Zaia TasseZaia alta le tasse per coprire i buche della Pedemontana.
Dopo aver sostenuto un accordo capestro con i privati per la costruzione della Superstrada, ora il Presidente della Regione Veneto fa pagare i danni ai Veneti, aumentando le tasse. La campagna elettorale è oramai lontana.
La Pedemontana doveva addirittura essere gratuita per i residenti. Invece non solo tutti gli utenti pagheranno ai caselli, ma ci sarà anche un pedaggio chiamato addizionale Irpef che tanti veneti pagheranno. La Pedemontana è il fallimento di Zaia e della Lega. Le promesse e le rassicurazioni sulle agevolazioni per i residenti ora si trasformano in nuove tasse e i costi di questa autostrada finiscono tristemente sulle spalle dei veneti”.

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Bando Periferie: la paura e il degrado si sconfiggono solo con interventi nelle periferie, facendo sentire lo Stato vicino

Posted by on 7, mar, 2017 in sulla Stampa | 0 comments

PeriferieC’è chi preferisce urlare e lamentarsi dicendo che tutto non va bene, e chi cerca concretamente di aiutare i quartieri e le periferie in un’opera di rammendo con i centri storici. Con la firma da parte del Premier Gentiloni per il via libera allo sblocco dei fondi sulle periferie, il governo ha scelto di puntare su questa seconda strada. In un periodo così complesso, dove molti ‘vuoti’ sono stati creati dalla forte crisi economica e c’è un forte mescolamento interculturale, investire nelle periferie e nella riqualificazione urbana dei quartieri vuol dire stare vicino alle esigenze e ai bisogni dei cittadini. Vicenza, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dall’Amministrazione Comunale, potrà già nei prossimi mesi intervenire per recuperare dei luoghi fermi da anni come l’ex Centrale del Latte in zona San Bortolo, o l’ex scuola elementare di Laghetto. Continuerò l’impegno in Parlamento affinché temi come questi siano costantemente all’ordine del giorno. La paura e il degrado si affrontano solo dando fiducia alle persone e facendo vivere le città, riqualificando gli spazi e creando nuovi punti di aggregazione e di incontro.

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